Categorie
Psicologia

Contro la falsa ideologia

Su tante pagine Instagram in cui si diffonde la psicologia, sulla sottile linea della deontologia, si parla spesso di una categoria, di una struttura psicologica che il soggetto può avere (secondo loro): il narcisismo. E allora se ne leggono di tutti i colori! I consigli per riconoscere il narcisista, come comprendere se sei o meno un narcisista, e così via. Ma cosa vuol dire narcisismo? Che cosa significa questa categoria?

Freud era stato molto chiaro. Narcisismo è un investimento sul proprio Io, di natura libidica. Non aveva formulato giudizi rispetto a un’eventuale categorizzazione psichiatrica, ma aveva semplicemente espresso cosa secondo lui innescava il meccanismo alla base del narcisismo, ossia un rivolgersi della propria energia psichica prevalentemente verso se stessi piuttosto che verso gli altri. Andrè Green, psicoanalista britannico, con la sua opera Narcisismo di vita, Narcisismo di morte, riprenderà quel concetto espresso da Freud anni e anni prima, andando ad approfondire quello che, secondo lui, si trova alla base di un fondamentale fraintendimento contemporaneo.

Esistono due tipi di narcisismo, come esplica anche il titolo dell’opera di Green: un narcisismo di vita, e uno di morte. Questa divisione deriva da due principi psichici differenti. Il narcisismo di vita è legato a Eros, quindi, secondo Freud, tutto ciò che concerne le pulsioni vitali del soggetto; il narcisismo di morte è legato a Thanatos, ossia le pulsioni mortali. Tutti noi abbiamo una certa dose di narcisismo che possiamo definire benevolo, ed è rappresentato da tutti quei meccanismi che psichicamente mettiamo in atto per, appunto, fare leva sulle nostre capacità più vitali: avere un’identità, amare se stessi, creare relazioni stabili. È come un investimento su di un sè definito, che permette poi di aprirsi al mondo che lo circonda.

Poi vi è un narcisismo mortifero. Tradotto, il narcisismo di morte è quando il narcisismo di vita non è raggiunto, coltivato. Al suo posto si coltiva una sorta di vuoto. E cosa succede? Succede quello che spesso viene descritto da tutte le pagine pseudo psicologiche dei social: il soggetto si ritira affettivamente, tende spesso a evitare coinvolgimenti relazionali. Questo non avviene solo ed esclusivamente perché il soggetto vuole fare del male; spesso è sintomo di difesa estrema verso la paura di arrecarsi dolore.

Ha senso approcciarsi a questa categoria definendolo per caratteristiche, o suggerendo i consigli per approcciarsi, allontanarsi? Questo atteggiamento non solo porta a un inasprimento dell’astio, ma anche a una profonda disinformazione.

——

Andrè Green – Narcisismo di vita, Narcisismo di morte

——

Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Rispondi

Scopri di più da SUB ROSA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere