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Psicologia

Goditi il tuo sintomo!

Spesso sento parlare colleghi psicoterapeuti di quanto sia importante la gestione del sintomo nel qui e ora. E tutto questo fa parte della cultura della contemporaneità che, essendo votata alla costante produttività e efficienza, ha bisogno di soggetti che siano costantemente pronti e sul pezzo, senza problematiche di alcuna sorta, in grado di cavalcare i meccanismi del grande ingranaggio produttivo. La psicoanalisi, a partire dai tempi di Freud, ha cambiato la prospettiva che la disciplina psicologica dovrebbe adottare nei confronti della sintomatologia. Il sintomo non è tanto il problema da risolvere, quanto più il motivo espressivo di una verità inconscia del soggetto.

In realtà il sintomo non è neanche tanto il segnale da decifrare in modo tale da capire meglio l’inconscio del soggetto. Potremmo definire il sintomo come la modalità organizzativa del desiderio del soggetto, ciò che permette a quest’ultimo qualcosa che non riuscirebbe ad esprimere in maniera differente se non attraverso quella sintomatologia, che, ovviamente, nasconde anche una cifra di godimento non da poco. Zizek prende in considerazione quest’ultima parte del sintomo, inteso come una modalità del godimento del soggetto, per arrivare a definire come in parte il soggetto goda della propria patologia. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che anche quando il sintomo ci fa soffrire, inevitabilmente c’è qualcosa di quella sofferenza di cui il soggetto gode.

Quindi, potremmo dire, che l’obiettivo non è e deve essere tanto quello di liberarsi da quel determinato sintomo: prima o poi torna. Tutto si trova nel rapporto che il soggetto ha con il proprio sintomo. Prendiamo come esempio Scottie, il protagonista di La donna che visse due volte di Hitchcock. Scottie è ossessionato dall’immagine di una donna. Ma non tanto dalla donna reale che è in sé per sé, quanto per l’identità con la quale la stessa si è sempre mostrata in tutto il film. Ma Scottie ha bisogno di quella ossessione. Ne ha bisogno perché il tutto sostiene il proprio desiderio, che è organizzato attorno a quel godimento inconscio. Altrimenti crollerebbe tutto.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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