Viviamo in una cultura che ci invita continuamente a evitare ciò che fa male. Distrazioni, ottimizzazione, corsi motivazionali: tutto sembra spingerci a “voltare pagina” senza guardare davvero ciò che ci fa soffrire. Ma Pavese ci ricorda una verità essenziale: non ci si libera di qualcosa evitando di affrontarla, ma attraversandola.
La psicoanalisi dice lo stesso da più di un secolo.
Un trauma, una ferita, una perdita non si cancellano con il tempo o con la fuga: diventano parte di noi, un nodo che, se ignorato, continua a farsi sentire. Evitarlo può significare viverlo per sempre in silenzio.
“Attraversare” non vuol dire rimanere intrappolati nel dolore, ma dargli un nome, riconoscerlo, lasciarsi toccare da esso. Solo così l’esperienza diventa trasformazione, e non condanna.
Nell’analisi, non si tratta di guarire eliminando il sintomo o il ricordo doloroso, ma di trasformare il nostro rapporto con esso.
Il dolore non sparisce per magia, ma smette di essere una prigione quando diventa parola, racconto, storia. Attraversare significa scegliere di non restare soli con ciò che ci fa male: è un atto di coraggio e di libertà.
Perché il vero cambiamento non nasce dalla fuga, ma dall’incontro.
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Fonti:
Cesare Pavese, Il mestiere di vivere; Jacques Lacan, Seminario XI.
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
Sub Rosa
