Ma allora è davvero possibile essere felici? Secondo Michel Houellebecq, come citato in un precedente articolo sulla pagina (“La ricerca della felicità”) si, ma a una condizione. Bisogna radicalmente cambiare il nostro concetto di felicità.
Per come oggi la si intende, anche guardando i vari guru presenti in maniera imperante sui social, la felicità è similare a un edonismo sfrenato. Soldi a profusione, possibilmente ottenuti sradicandosi completamente dalla figura dell’Altro, facendosi da soli, e sottolineando al simile quanto siamo stati bravi ad aver ottenuto tutto ciò, ostentandolo. E poi? La condizione di cui parla Houellebecq è altra.
La felicita va costantemente ricercata, nei meandri più reconditi della sofferenza. Soffrire ci da una lezione importante, ossia non è possibile raggiungere una parvenza di benessere senza passare dal dolore. E anche passato il dolore, ne arriverà un altro a farci comprendere come la meta non sia così chiara. Allora bisogna vivere nella poesia. Nelle intercapedini di ciò che ci accade nella vita, bisogna fino in fondo provare tutta quella serie di emozioni di cui abbiamo paura, perché solo votandoci al vivere di impatto possiamo farle nostre e renderci più liberi, anche nell’illusione di esserlo.
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
