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Psicologia

Existere nell’Altro: L’alienazione come comfort zone

C’è una forma di alienazione che non ha più nulla di tragico, non è sentirsi deformati, controllati, manipolati, ma qualcosa di molto più sottile: sentirsi perfettamente a proprio agio nel posto sbagliato. Lacan lo formalizza con uno schema quasi clinico, dove il soggetto è costretto a scegliere tra due impossibili: o io non penso, o io non sono. Non è una scelta morale, è una struttura. Nel momento in cui l’Io si fonda come essere, come identità stabile, come “qualcosa che sono”, il pensiero viene espulso, resta fuori, diventa rumore di fondo. Lo schema mostra che ciò che chiamiamo Es non è un contenuto oscuro dentro di noi, ma il resto della struttura, tutto ciò che non è Io, il non-io grammaticale che sostiene il discorso senza mai coincidere con chi parla. L’alienazione non è quindi essere catturati dall’Altro, ma occupare il posto dell’Altro senza accorgersene, abitare la funzione dell’Io come se fosse una casa naturale. Il passaggio decisivo dello schema è quello in cui l’Io non penso e l’Io non sono non possono mai sovrapporsi senza lasciare un resto: qualcosa cade sempre fuori, qualcosa viene perso, ed è proprio questa perdita che Lacan chiama verità del soggetto. Nel diagramma questo resto prende la forma dell’oggetto a, il punto cieco, il pezzo mancante, ciò che non può essere né pensato né posseduto, ma solo ripetuto. Nel 2026 il problema è che questo resto viene sistematicamente cancellato: ogni piattaforma, ogni discorso psicologico, ogni identità narrativa lavora per chiudere il cerchio, per far coincidere Io e significato, Io e funzione, Io e ruolo. Ma lo schema dice il contrario: quando il cerchio si chiude non nasce il soggetto, nasce la sua eclissi. L’inconscio non è un luogo profondo, è una faglia logica, un buco nella significazione, ed è lì che si produce la sorpresa, il lapsus, il desiderio, il riso, tutto ciò che non serve a nulla ma rende possibile l’esperienza. L’errore contemporaneo non è reprimere l’inconscio, è volerlo rendere trasparente, leggibile, ottimizzato. L’alienazione oggi non è perdersi, è non potersi più perdere, è non avere più accesso a quel punto dello schema in cui l’Io smette di essere se stesso e qualcosa, finalmente, parla al posto suo.

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J. Lacan – Il Seminario libro XIV;

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Sub Rosa

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