In Frammenti postumi, Nietzsche riconosce al sogno un valore fondamentale: una vera e propria esperienza di arricchimento di ciò che viviamo nella vita di tutti i giorni, nella realtà quotidiana. D’altronde, se riflettiamo e ricordiamo, quante volte ci capita di sognare persone ed eventi che abbiamo vissuto poco prima, ad esempio prendendo un caffè?
Ma c’è di più. Quella serie di immagini che si ripresentano nel sogno, in maniera stramba, o magari nella maniera più naturale possibile, l’inconscio le sa sfruttare per il proprio “vantaggio”: sono strumenti utili per tradurre un messaggio. È il modo che il sogno ha di comunicarci qualcosa, che sia esso un desiderio, una perversione, ecc. E Nietzsche l’aveva intuito, ben prima di Freud. Il sogno serve per digerire ciò che viviamo nella realtà.
È la funzione del bolo per gli animali. Vi sono alcuni animali piccoli che possono mangiare solo il cibo pre digerito dalla Mamma, come alcune tipologie di uccelli. Nel riflesso della natura, possiamo talvolta vedere l’azione stessa del nostro inconscio: pre digerire qualcosa che non possiamo riuscire ad assimilare integro. Sognare di volare, che può non essere un’attività quotidiana almeno tu non sia un pilota, può essere un messaggio per dire di cosa avremmo bisogno: assenza di gravità, o leggerezza. Farci vedere la felicità sotto un altro punto di vista.
E anche l’incubo ha la stessa funzione. Ci spaventa, ci fa svegliare durante la notte senza più addormentarci. Ma che funzione ha se ci suscita sensazioni negative? Quelle di darci in immagini ciò che se vivessimo davvero ci farebbe morire. E forse sognare non è un po’ lo stesso modo che tanti artisti hanno di rappresentare la fine, la morte? Un modo per immaginarcela senza morire affatto.
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Friedric Nietzsche -Frammenti postumi
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
