Nietzsche nella sua opera Umano, troppo umano, oltre a tutte le riflessioni rispetto all’evoluzione dell’essere umano riguardo alla morale, all’arte ecc… dice un qualcosa che colpisce profondamente chi legge (o forse solo me), affondando il colpo:
“Chi combatte con i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro.”
Vittima delle varie banalizzazioni dei suoi aforismi, a primo impatto potrebbe parere una frase abbastanza superficiale, da classico Bacio Perugina. In realtà nasconde la natura profonda di cosa voglia dire essere, per l’appunto, troppo umano. Ognuno di noi ha dei cosiddetti “mostri”. Mostri che combatte quotidianamente, con i quali si fronteggia tutti i giorni, pare quasi che vivano accanto! E in taluni casi fanno anche paura. Sono mostri che si amplificano di fronte a uno schermo illuminato, che ci permette di confrontarci solo con il nostro Io, e l’Altro risulta escluso fin dal principio.
Ma c’è un problema. Ciò che spesso sfugge, anche alla psicologia, è che un mostro, un sintomo molte volte, è sì una verità che il soggetto umano si porta in tasca, come diceva spesso Jung a riguardo. Il rischio è che, guardando sempre più spesso un abisso, diventiamo noi stessi quell’abisso. O meglio, abbiamo un’unica scelta: identificarci con tale mostro. E questi mostri crescono, proliferano in questa società capitalistica, il cui unico obiettivo è quello della pura distrazione.
Allora si deve combattere un mostro? Non propriamente. Un mostro, spesso, non vive fuori di noi, ma dentro. Ci mangia, ci consuma, ma ha anche un altro pregio: quello di non rappresentarci. Fa parte del nostro inconscio, indubbiamente, ma gli sfuggiamo continuamente. Ci fa paura, fino a quando non ci rendiamo conto che quel mostro fa parte di qualcosa di non simbolizzato, a cui non abbiamo dato un significato vero e proprio. Quindi il cuore della citazione di Nietzsche sta proprio qui: diventiamo il mostro, non tanto perché continuiamo a osservalo attivamente, ma in quanto lo continuiamo a guardare solo con l’inconscio, con i propri sintomi. I sintomi diventano nostro strumento di difesa proprio nel momento stesso in cui ci rendiamo conto che ci stanno comunicando che quello stesso mostro sta prendendo, senza che ce ne rendiamo conto, il sopravvento.
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Friedric Nietzsche – Umano, troppo umano
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
