Magritte ha sempre cercato, con la sua arte, di andare oltre la concezione della realtà, ed è per questo che spesso viene collocato nella corrente del surrealismo. Ma a differenza di un Dalì, Magritte è andato oltre: ha cercato di rappresentare come la realtà stessa non sia altro che un’immagine dalla quale non possiamo uscire.
Vi è un quadro, intitolato La condizione umana, dove l’artista francese decide di rappresentare una vista di una finestra, aperta sul panorama di una strada di campagna. Natura, verde, la tenda che si apre. Siamo in quella fase di Magritte dove l’artista cerca di sfruttare gli elementi che lo circondano per portare avanti la sua arte, che rimane sempre nell’ambito di qualcosa che va oltre lo sguardo umano. Ma ciò che sorprende in questo quadro è un particolare: un treppiedi che si trova alla base della finestra. Cosa abbiamo di fronte? La rappresentazione di un paesaggio, o la rappresentazione di un quadro all’interno del quadro? Non riusciamo più a distinguere ciò che è reale da ciò che è la sua rappresentazione, che è poi ciò su cui gioca Magritte in tante sue opere.
Lacan, pur non citando in maniera diretta il pittore, si trova in accordo con questa sua visione della condizione umana. C’è un limite né nostro sguardo. Il primo vero limite fisico è dettato dalle palpebre. Noi pensiamo di avere una vista totale quando apriamo gli occhi, ma in realtà è delimitata in primo luogo dal nostro stesso corpo. E questo può comportare solo una cosa: che crediamo di guardare il mondo in maniera diretta, senza alcun limite, ma in realtà siamo sempre all’interno di una rappresentazione, di una cornice simbolica che ci determina.
Inoltre, all’interno del quadro, vi è una confusione del concetto stesso di cornice. Noi siamo abituati a guardare un quadro delimitato da qualcosa di fisico, ma nel caso di questo dipinto, il quadro non ha cornice. La cornice è invisibile, ingannevole, posta all’interno del quadro stesso. È ciò che non vediamo mai veramente, ma ci dà la possibilità di osservare come siamo abituati a fare.
Ovviamente vi è qualcosa dietro al quadro rappresentato. Non stiamo guardando il paesaggio davvero, ma il treppiede ci fa notare come stiamo guardandone una sua rappresentazione. E ciò che si trova dietro? Lacan direbbe è ciò che è inaccessibile e indefinibile, ma che permette di dar senso alla rappresentazione che esiste al suo posto.
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Rene Magritte – La condizione umana
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese

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