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Psicologia

Davanti alla Legge

Il Signor K. si aggira per le scale e i corridoi dei palazzi della Legge. Si trova a fronteggiare le varie forme dei sistemi burocratici, ma tutti suscitano nel protagonista un sentimento di impotenza. D’altronde cosa si può provare a tutte queste forme di Legge che emanano un’aura di onnipotenza?

Incontra funzionari, giudici, autorità di qualsiasi tipo, i rappresentanti di quella voce legiferante che regola la vita stessa del Signor K., e che lui stesso si trova a dover attraversare. Ma, dietro a ogni singola figura che il Signor K. incontra lungo il suo cammino tortuoso, non c’è granché. Anzi, la maggior parte di essi, una volta interpellati dal protagonista della nostra storia, riescono sì a recitare a memoria la loro particina burocratica, ma a qualsiasi domanda scomoda, di fronte a un “che vuoi da me?”, il tutto decade. Fin quando il labirinto intricato getta il fumo negli occhi del Signor K., la percezione dell’onnipotenza si fa sempre più grande. Ma basta soffiare un poco, e questa coltre si dirada. E dietro cosa si scopre? Nulla!

«Uno dei principi che regolano il lavoro dell’amministrazione è che non si deve mai contemplare la possibilità di uno sbaglio. […] Errori non se ne commettono e, anche se ciò per eccezione accade, come nel suo caso, chi può dire alla fin fine che sia davvero un errore?»

Chi può dire che dietro a questi complessi discorsi di una Legge che ci determina, ci siano degli errori? Dietro a tutti gli apparati che rappresentano una qualsiasi forma di Legge, non c’è niente. In uno dei racconti più angusti di Kafka, Davanti alla Legge, il protagonista rincorre la porta della Legge per vedere cosa c’è oltre, fino a quando scopre che quella porta non solo era destinata a lui (quindi è la cosa più familiare che lo riguarda), ma che dietro non cela nulla!

Dietro alla Legge che ci permette di essere soggetti che parlano, che vengono parlati dall’Altro, nominati e così via, c’è un vuoto. Ma un vuoto non negativizzante, ma vivo. Vivo e produttivo. Un vuoto che è necessario continuo a sussistere, senza che il soggetto lo raggiunga mai. Spesso all’interno di altri articoli abbiamo ricordato come sia fondamentale che continui a sussistere un’illusione affinché il desiderio persegua nel respirare. E questa illusione è proprio il vuoto fondamentale per alimentare un desiderio che muoverà il soggetto per la vita.

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Franz Kafka – Davanti alla Legge

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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