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Psicologia

Telemaco, o la funzione paterna

Telemaco, come ha ribadito Recalcati, è la figura più rappresentativa dei nostri tempi. Il figlio di Ulisse che, per vent’anni, senza averlo mai veramente riconosciuto, attende il ritorno del padre. Il dissolversi della figura paterna, nel corso del viaggio dell’eroe dell’Odissea, si concretizza non solo nell’invasione da parte dei Proci del palazzo destinato alla famiglia di Ulisse, ma anche a una vera e propria sospensione della legge. E come può questo collegarsi alla contemporaneità?

Va specificato un qualcosa di fondamentale. Per Lacan la figura paterna non deve essere biologica. Certo, molte volte coincide con questa, ma non è ciò che determina la funzione paterna che indirizza la vita del soggetto. La funzione paterna è, per l’appunto, una funzione, simbolica, ossia ciò che permette di introdurre la legge nella vita del soggetto parlante. Ed è una funzione cruciale per il soggetto, in quanto senza la presenza della figura delle Legge, il soggetto stesso può essere potenzialmente invaso dal godimento mortifero, che spesso si traduce in un rapporto simbiotico con la figura materna.

Ciò che rende Telemaco così vicino ai nostri tempi è proprio questa evaporazione della figura paterna. E su questo punto tanti potrebbero avanzare la critica rispetto alla società patriarcale. Ma il punto è un altro. Nessuno mette in campo la memoria del Padre Padrone. Si discute di altro, ossia della ormai sempre minore importanza che sta assumendo, ai giorni nostri, l’aspetto della funzione paterna. E torniamo a Telemaco. Nel poema Omerico, Telemaco non sta attendendo il padre forte che si imponga. Sta attendendo colui che possa nuovamente rendere abitabile il mondo che lo circonda. Colui che possa determinare il confine e la struttura del mondo che abita, che oramai è stato invaso.

Lacan lo specifica: quello che manca non è un padre tiranno. Sarebbe una figura che non porterebbe altro che a un dittatore che vuole rigidamente determinare il destino del figlio. Ciò che si va ad evaporare, a partire dalle ondate sessantottine è la concezione di figura paterna come portatore e testimone di un desiderio. Di colui che permette al desiderio di trovare la sua forma più propria. Quando ciò manca, il godimento senza limiti dilaga.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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