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Psicologia

“Non c’è rapporto sessuale”

la tesi che ancora ci interroga

“Non c’è rapporto sessuale.”

Jacques Lacan

Tra le affermazioni più celebri – e più fraintese – di Lacan, quella secondo cui “non c’è rapporto sessuale” resta un nodo centrale della teoria e della clinica psicoanalitica. Non si tratta, come spesso si banalizza, di un’espressione cinica o paradossale, né semplicemente di un gioco linguistico. È invece una formulazione teorica precisa, che punta al cuore della condizione umana in quanto parlante.

Il “rapporto” non è la copula

Lacan non dice che non esiste il sesso – o che le persone non abbiano rapporti sessuali nel senso biologico del termine. Dice che non esiste un “rapporto sessuale” nel senso logico-simbolico, ossia un rapporto scrivibile, formalizzabile, tra i due sessi. L’inconscio non struttura il desiderio come una complementarità tra maschile e femminile; il linguaggio non fornisce un codice per mettere in relazione strutturale i due poli della differenza sessuale. Per questo, Lacan afferma: “Se non siete in grado di scriverlo, non c’è rapporto.” La sessualità, in quanto esperita dall’essere parlante, è segnata da una mancanza. L’atto sessuale non è la prova di un rapporto, ma anzi maschera l’assenza di fondamento simbolico tra i sessi.

Il godimento come miraggio

Freud aveva già mostrato, tramite la sua nozione di “pulsione parziale” e “inconscio sessuale”, che il desiderio umano non si dirige verso un oggetto completo, armonico, complementare. Piuttosto, la sessualità inconscia è frammentata, deviata, fondamentalmente sintomatica.

Per Lacan il godimento – inteso come esperienza soggettiva dell’eccesso – non si lascia mai catturare pienamente dall’Altro, dall’altro sesso o da una funzione biologica. Il godimento non è quello del corpo dell’altro, ma quello che sfugge, che si perde, come miraggio. E quando si cerca di afferrarlo direttamente, “non è più sessuale, si perde.”

Il significante fallico e la sessualità come mancanza

A sorreggere questa impasse vi è il fallo, inteso da Lacan non come organo ma come significante della mancanza. Esso struttura il desiderio, ma non garantisce alcun accesso all’altro come partner. L’identità sessuale (uomo/donna) non deriva dalla biologia, ma dal rapporto con il significante fallico – un rapporto sempre fallato, sempre mancante. Ecco perché Lacan può affermare che l’essere parlante non è mai “uomo” o “donna” in senso compiuto, e che il godimento non si ordina secondo l’eterosessualità normativa.

Il reale e l’indimostrabile

Ciò che Freud ha aperto – e che Lacan porta fino al limite – è il reale della sessualità, ciò che non può essere detto o saputo fino in fondo. È questo che lo porta a distinguere il sapere (scientifico, biologico, genetico) dalla verità soggettiva, che si incontra proprio là dove si inceppa il sapere.

Oggi, nel 2025, immersi in una cultura che iper-definisce l’identità sessuale e che contemporaneamente ne relativizza ogni fondamento, questa tesi lacaniana risuona con forza rinnovata: non c’è rapporto sessuale, perché ogni tentativo di scriverlo o normarlo si infrange sull’eccedenza del godimento e sulla mancanza strutturale dell’Altro.

Conseguenze cliniche e sociali

Nel discorso sociale contemporaneo, assistiamo a un’esplosione di discorsi intorno al genere, al corpo, alla sessualità, alla riproduzione. Ma il rischio è quello di confondere il piano del sapere con quello della verità soggettiva. La psicoanalisi, nella sua radicalità, non offre un modello da seguire, ma una posizione da occupare: quella di chi sa che non si può sapere tutto del desiderio. Questo ha effetti anche clinici: l’analista non è colui che sa “come funziona” la sessualità del soggetto, ma chi è disposto a stare accanto al punto in cui il soggetto non sa di sé, dove si mostra il reale che non torna, che resiste, che brucia.

In conclusione, la tesi lacaniana “non c’è rapporto sessuale” non è un cinismo o una provocazione. È una posizione teorica ed etica. Invita analisti e soggetti a non rifugiarsi in spiegazioni totali o facili, ma a confrontarsi con il buco, con l’impasse, con il non-sapere strutturale della sessualità.

Una sfida attuale, più che mai.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Sub Rosa

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