Le ferie estive hanno sempre un sapore particolare. Sono attese a lungo, vissute con intensità e, inevitabilmente, finiscono troppo presto. Il momento del rientro segna un passaggio delicato: non è soltanto la fine di una pausa, ma anche il riemergere delle domande più profonde sul senso del nostro quotidiano. Da psicoanalisti sappiamo che ogni pausa porta con sé un’esperienza del tempo differente. Durante le vacanze, il tempo sembra dilatarsi: rallenta, perde la sua rigidità produttiva, si avvicina al tempo del desiderio. Sotto un ombrellone, in viaggio o semplicemente lontani dalla routine, ciò che emerge è uno spazio interiore diverso, che ci permette di riconnetterci con parti di noi più autentiche. Il ritorno, invece, ci mette di fronte a un’altra dimensione: il tempo della mancanza. Finisce l’eccezione e riappare la quotidianità. È qui che si gioca qualcosa di importante. Spesso ci sentiamo svuotati, come se ciò che ci aveva dato sollievo fosse evaporato. Ma in realtà, è proprio nella mancanza che si apre il varco al desiderio. Come insegna Lacan, il desiderio nasce sempre da una mancanza: non dal possesso, ma da ciò che ci sfugge. Ecco allora che il rientro dalle ferie non deve essere pensato come una pura perdita, ma come la possibilità di portare nel quotidiano qualcosa di quell’esperienza sospesa. La pausa non è stata vana se ha lasciato un segno, un resto che ci accompagna. In altre parole, il rientro non è un ritorno allo stesso punto: è un movimento di trasformazione. La sfida è non rinunciare a quell’intensità, ma saperla custodire. Le ferie finiscono, il lavoro ricomincia, ma ciò che si è aperto dentro di noi può restare vivo come traccia. Per questo, ogni valigia che si chiude è anche una nuova apertura. Il ritorno diventa allora un’occasione per interrogarsi: cosa porto con me da questa pausa? Quale parte di me ho incontrato, e come posso non perderla nella ripetizione dei giorni? La psicoanalisi ci invita a non pensare in termini di perdita e guadagno, ma di trasformazione. Il tempo sospeso delle vacanze non è un lusso da dimenticare: è un’esperienza del desiderio che può farci guardare al quotidiano con occhi diversi.

Forse, la vera sfida non è partire, ma saper tornare.

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Fonti:

S. Freud, Al di là del principio di piacere;

J. Lacan, Il seminario, Libro XI;

M. Proust, Alla ricerca del tempo perduto.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Sub Rosa

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