Viviamo in un’epoca che celebra il controllo. Pianificare, prevedere, anticipare ogni dettaglio della vita sembra il segreto per evitare errori e sofferenze. Ma la psicoanalisi ci insegna che dietro questa tensione a “gestire tutto” c’è spesso una paura profonda: quella dell’angoscia che nasce dal non sapere, dal non poter prevedere. Lacan ci ricorda che il soggetto “non è padrone in casa propria”: l’inconscio parla, agisce, si manifesta in sintomi e desideri che sfuggono alla volontà cosciente. Il bisogno di controllo è allora una difesa, un tentativo di anestetizzare il trauma di vivere in un mondo segnato dal caso, dall’imprevisto, dalla mancanza. Ma paradossalmente, più cerchiamo di dominare tutto, più perdiamo libertà. L’illusione di poter eliminare ogni rischio ci incatena alle nostre stesse regole, impedendoci di entrare in contatto con ciò che ci rende vivi: il desiderio, che esiste proprio perché qualcosa sfugge, perché non possiamo avere tutto.
Accettare i limiti, tollerare l’incertezza e l’imprevisto non è arrendersi: è riconoscere la nostra condizione umana. È nella mancanza, dice la psicoanalisi, che si apre lo spazio per il desiderio, per la creatività e per l’incontro autentico con l’altro.
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Fonti:
– J. Lacan, Seminario XI;
– S. Freud, Inibizione, sintomo e angoscia.
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
Sub Rosa

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