Ci sono ritorni che ci segnano: un vecchio amore che si riaffaccia, un’amicizia che sembrava svanita, una band che torna insieme dopo anni di silenzio. Dai “ritorni di fiamma” ai grandi revival musicali come quello degli Oasis, il fascino del ritorno sembra essere universale.
Ma cosa ci spinge a desiderare così tanto ciò che è già stato?
Il ritorno non è mai una semplice ripetizione del passato. Quando rivediamo una persona o riviviamo un evento, ci confrontiamo con ciò che la memoria ha già trasformato. Lacan ci ricorda che il desiderio non è mai rivolto all’oggetto reale, ma a un’assenza, a qualcosa che non si può mai completamente afferrare. Un ritorno di fiamma, per esempio, spesso porta con sé più la forza del ricordo idealizzato che la realtà concreta dell’altro.
Il ritorno tocca il cuore del desiderio umano: cerchiamo di riavere ciò che crediamo ci sia stato tolto, sperando di colmare un vuoto. In psicoanalisi, questo movimento viene spesso letto come “ripetizione”: il soggetto torna a situazioni note, anche dolorose, nella speranza inconscia di riscrivere la propria storia. Ma proprio qui sta la trappola: il ritorno non è mai neutro. Porta con sé un carico di aspettative e di fantasie che possono riaprire ferite, ma anche offrire nuove possibilità di crescita.
Non solo in amore o amicizia: anche le grandi reunion di gruppi musicali o artistici risvegliano desideri collettivi. Gli Oasis, ad esempio, rappresentano per molti non solo una band, ma un’epoca emotiva: la loro musica è intrecciata ai ricordi personali dei fan. Quando tornano, non torna solo la band: torna una parte della nostra storia.
Queste dinamiche mostrano come il ritorno sia sempre carico di proiezioni: ci riporta a un tempo in cui ci sentivamo diversi, forse più vivi.
Il ritorno, dunque, non è un semplice “tornare indietro”: è un incontro nuovo. Non si torna mai le stesse persone. Ritrovare qualcuno, riascoltare una vecchia canzone, riallacciare un legame può diventare un atto creativo, una riscrittura della propria storia alla luce di ciò che siamo oggi.
La psicoanalisi invita ad accogliere i ritorni come occasione di ascolto, senza illudersi di poter recuperare il passato così com’era: ciò che amiamo è sempre filtrato dal desiderio, e proprio in questo sta la sua potenza.
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Fonti:
J. Lacan, Il Seminario. Libro XI;
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
Sub Rosa

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