Viviamo in un’epoca in cui vi è una spaccatura nel rapporto con l’Altro, che va dal fusionale al distacco più completo. Al di là del fatto che ci potremmo chiedere se è possibile distaccarsi completamente dall’altro, ciò che è interessante è come molte volte il rapporto d’amore si struttura sulla base della relazione che l’individuo ha con il cibo. Come ama l’anoressico?

L’anoressico ha fame del nulla, come sostiene Lacan. Una fame che si può tradurre in vero e proprio appetito di morte. Il suo corpo diventa un tempio su cui inscrivere, tramite la carne e le ossa, il proprio messaggio di rifiuto verso l’Altro. Al pari di ciò che scriveva Virginia Woolf, ciò che l’anoressico fa è odiare tutti. Gustarsi il vuoto e farne il proprio cibo preferito.

Allora che cosa rimane alle ossa dell’anoressico? Rimane sporgersi come acuminati oggetti per respingere il più possibile l’altro, essere testimonianza di un rifiuto quasi psicotico, e disfarsi del suo desiderio. L’Altro gode dell’anoressico, e quest’ultimo lo vuole uccidere, ma non tramite i propri gesti, ma tramite se stesso e la propria vocazione mortifera, al parti di una tossicomania.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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