Il periodo del self Made Man. Basta una scrollata su qualsiasi pagina social, che sono piene di figure le quali danno consigli su come realizzarsi, diventare ricchi, distaccarsi da qualsiasi radice e incarnare il mito moderno del Padron denaro. Nel 1979, in maniera antesignana rispetto all’avvenire del fenomeno citato, Frank Zappa scrive un pezzo che rimarrà nella storia, ossia Bobby Brown goes down.
Il quadro che dipinge questa canzone è semplice ed efficace:
“Hey there, people, I’m Bobby Brown
They say I’m the cutest boy in town
My car is fast, my teeth are shiny
I tell all the girls they can kiss my heine
Here I am at a famous school
I dressin’ sharp and I’m acting cool
I’ve got a cheerleader here
Wants to help with my paper
Let her do all the work
And maybe later I’ll rape her”
Il testo non lascia spazio ad interpretazioni. Siamo di fronte all’individuo che non ha limite, vuole estirparsi dalle sue radici, e superarsi costantemente in un vortice mortifero di violenza e supponenza. Il self Made Man, portato all’estremo, è colui che non considera la presenza di un Padre che lo limita, ma vuol godere di tutto ciò che si trova davanti. Dice Zappa a metà canzone:
“And I’m a miserable son of a bitch”
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese

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