Ovvero: quando l’angoscia diventa rumore di fondo
C’è qualcosa di disarmante in questa vignetta: un Pokémon goffo, eternamente confuso, seduto sul lettino dell’analista. Piange. Non combatte, non attacca, non evolve. Sta lì. E basta. Psyduck è forse uno dei personaggi più riusciti della cultura pop contemporanea perché incarna una verità semplice e scomoda: il disagio non ha sempre una causa chiara, né una funzione eroica. È un mal di testa costante. Un sovraccarico. Un eccesso che non trova via di scarico. La scena è domestica, quasi banale: il fazzoletto, il tappeto, il terapeuta che prende appunti. Sul muro, un cartello: January blues. Non serve altro. Non c’è trauma spettacolare, non c’è evento eccezionale. C’è la stanchezza di esistere quando l’entusiasmo è finito e il nuovo anno non ha ancora mantenuto nessuna promessa. Psyduck non sembra raccontare una storia coerente. Piange e basta. Ed è qui che la vignetta diventa sorprendentemente precisa dal punto di vista psicoanalitico: non è il contenuto del discorso a curare, ma il fatto che qualcosa trovi uno spazio dove potersi dire, anche in forma confusa, ripetitiva, apparentemente inutile. Come spesso accade in analisi, il soggetto non arriva con una domanda ben formulata. Arriva con un sintomo. Con un corpo che parla prima delle parole. Psyduck soffre di mal di testa perché pensa troppo? O perché non riesce a pensare abbastanza? Non importa. Il sintomo è lì come segnale, non come errore da correggere. In un universo narrativo in cui tutto è orientato alla prestazione, all’evoluzione, alla vittoria, Psyduck è l’elemento disturbante. È quello che non funziona come dovrebbe. E proprio per questo diventa incredibilmente umano. La vignetta ribalta il mito della forza: non è l’eroe invincibile a essere interessante, ma colui che si ferma, che cede, che occupa uno spazio senza produrre nulla. Sedersi su quel lettino è già un atto sovversivo. Questa immagine funziona perché traduce la clinica in linguaggio pop senza banalizzarla. Ci dice che andare in analisi non significa “aggiustarsi”, ma smettere per un momento di dover funzionare. Significa accettare che il disagio non è sempre un problema da risolvere, ma qualcosa da ascoltare. Psyduck non guarirà in quella stanza. Forse continuerà ad avere mal di testa. Ma intanto qualcuno lo ascolta. E questo, nel mondo del rumore costante, è già moltissimo.
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Fonte foto: hannahlockillustration
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
Sub Rosa

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