La grande svolta che hanno portato le pellicole inerenti il genere thriller é quella di rappresentare la complessità della psicologia umana. Molte volte ci troviamo a guardare film che, per quanto condannino gli atti del serial killer, ci pongono di fronte a un dilemma: quel serial killer é nato così, o ha vissuto qualche evento che l’ha reso tale?

É un tentativo, come riporta Zizek nel libro “In difesa delle cause perse”, di soggettivizzare l’Altro, di comprendere il suo lato umano. Dall’altro lato, questa umanizzazione, questo spostamento della lente di ingrandimento rispetto alla complessità della psiche umana, porta il soggetto che passa all’atto, come direbbe Lacan, a essere compreso nel suo lato umano. C’è una causa al suo gesto, bisogna comprenderla. Quante volte, di fronte a fatti di cronaca, sento il chiacchiericcio della gente che dice “ma la sua è stata una vita terribile”. E quindi?

Quindi in ragion di questo bisogna cercare di soggettivizzare l’Altro a tutti i costi? In Islanda, paese estremamente xenofobico e contrario all’introduzione di nuovi correnti di orientamento sessuale, é stata avanzata la proposta, sempre percorrendo la strada della soggettivazione di un Altro che si impone e che dobbiamo quindi accettare, una sorta di “biblioteca attiva”: i rappresentati dei lavoratori immigrati, o di correnti facenti parte del movimento Lgbt, si presenteranno a casa delle persone parlando della propria vita. Questa è la tolleranza?

Questo è un goffo tentativo di fare in modo tale che il soggetto renda umano il discorso dell’Altro, inteso come sistema linguistico che si arriva a imporre. C’è così bisogno di una soeggettivazione dell’Altro? Siamo veramente così complessi psicologicamente, a tal punto che anche un serial killer deve essere compreso? Ovviamente l’ultimo esempio é un’estremizzazione, che fa però comprendere come, nella tracotanza di considerarci, individualmente, come essere più complessi, non poniamo l’ascolto della mancanza dell’altro, ma imponiamo il discorso dominante.

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Slavoj Zizek – In difesa delle cause perse

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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