In Così Parlo Zarathustra, il filosofo tedesco Nietzsche afferma una frase che desterà stupore, ma mai fu così tanto premonitoria, ossia “Dio è morto”. Molti, nel corso degli anni, l’hanno interpretata come il grido di Guerra individualistico tipico dell’uomo novecentesco che vuole farsi da solo. Qualsiasi tipologia di Dio, o di ideale superiore, finisce per addormentare il soggetto (tant’è che Marx arriverà a dire che la religione è oppio dei popoli).

Qualche anno dopo, precisamente verso la fine della sua elaborazione teorica, Jacques Lacan introdurrà un concetto fondamentale per capire la nostra società, ossia jouissance. Come si può tradurre? Godimento in senso letterale, per quanto il letterale molte volte perdere il significato originale. È un concetto che si può sintetizzare banalmente in un imperativo categorico: Godi!

E non è proprio del soggetto umano capitalistico? Oramai siamo in anni dove vi è una completa liberazione. I tabù del passato vengono continuamente sfatati, e alcuni giustamente. Ma l’andare oltre é il messaggio importante. Andare dove? Non è tanto il “Godi!” ciò su cui ci si deve soffermare, ma il Devi godere. Siamo come animali liberati dalle gabbie, sconfinati. Godere sembra quasi essere diventato una regola, un lavoro di trasgressione, che si riduce però a una coazione a ripetere verso il vuoto. Zizek parla proprio di coazione a godere.

Ma c’è un problema. Se da un lato vi è l’imperativo del godere, dall’altro vi è un principio di vita ascetica che piano piano si diffonde nella nostra vita di tutti i giorni, quasi come se il Super Io fosse stato sostituito da un “Divieto di non godere”. Come si fa a fare convivere le due cose? Birra analcolica, panna senza grassi, e sesso senza la presenza di un corpo. Non dobbiamo neanche più ridere, ci sono le sitcom!

È come se quel monito di Nietzsche, ossia “Dio è morto”, fosse stato assimilato, ma superato nella maniera sbagliata. Basti riguardare la storia di Zarathustra. Il profeta vuole costituirsi superuomo, ma incontra dapprima il limite, il confine, e non se ne dimentica mai. Non sostituisce la propria legge a la Legge simbolica, ma lavora su quello che ha dovuto incontrare. Perché Zarathustra si deve mischiare fra la gente, è traumatico si, ma necessario. Nonostante all’orizzonte veda sempre la montagna.

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Friedric Nietzsche – Così parló Zarathustra

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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