Salomon Resnik, psicoanalista junghiano, fa un’analisi interessante di cosa possa significare per un soggetto sognare (e anche per uno psicoanalista). Nella sua opera “Il teatro del sogno”, l’autore israeliano analizza un’osservazione che anche Kant stesso aveva a suo tempo azzardato, ossia “il sogno è come un’allucinazione”.

Questa affermazione tanto semplice in realtà mette in discussione una dimensione che da sempre, sia nell’arte che nella medicina, è sempre stata descritta come romanticamente misteriosa. Praticamente una nostra parte dell’attività inconscia è al pari dell’attività allucinatoria di uno psicotico!

La differenza sostanziale sta in quella dimensione che Freud definì preconscio, e che permette di creare un vero e proprio filtro tra quello che è la dimensione conscia e la dimensione inconscia. Un nevrotico, come tutti noi siamo, se non la maggior parte, può avere il dubbio di vivere in un sogno, ma lo terrà sempre relegato alla dimensione del sogno. Lo psicotico no.

Lo psicotico è come se non smettesse mai di sognare. Come se vivesse costantemente nella dimensione onirica, ed è proprio per quello che vive tutto ciò che deriva dal sogno come qualcosa di persecutorio. Wes Craven, regista americano, provo a definire questa dimensione in una pellicola cult, ossia “Nightmare”. Freddy Kruger non è tanto l’incubo che ci accoglie alla fine di una giornata complicata. No. Freddy è colui che arriva quando sogno e realtà sono indistinguibili.

Perciò in parte tutti noi viviamo un’allucinazione nel sogno, ma rimane sempre controllata. Nel momento stesso in cui questa dimensione di sicurezza viene superata, e si rompe il filtro tra inconscio e conscio, non esiste più l’ultima dimensione. Lo psicotico vive in un inconscio totale, che arriva a uscirgli dal petto e presentarsi nel peggiore dei modi come qualcosa che lo vuole uccidere.

——

Salomon Resnik – Il tempio del sogno

——

Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Rispondi

In voga

Scopri di più da SUB ROSA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere