Nel 1980, in corrispondenza con l’uscita di Super Trooper, gli ABBA lanciano uno dei singoli di loro maggior successo, The winner takes it all. Cosa parla di questa canzone? A una prima vista, potrebbe parere una canzone di celebrazione del vincitore, appunto, come cita il titolo. In realtà nasconde un messaggio struggente, dove chi canta matura una consapevolezza: che non ha più lo stesso posto simbolico nell’universo dell’Altro.
Difatti è una canzone struggente su una delusione di amore. Una perdita vera e propria, dove non vi è solo la maturazione della perdita in sé per sé (perdita di cosa? Dell’oggetto d’amore o del proprio ruolo nei confronti del desiderio dell’Altro?), ma una risignificazione dei ruoli, quasi una ricerca di identità, che passa anche dal riconoscersi “losers”, ossia perdente. Nel testo della canzone si intersecano in maniera peculiare i concetti lacaniano per quanto concerne il cosa avviene dopo una perdita: non si perde solo l’affetto, ma anche il proprio ruolo simbolico.
Quindi cosa succede? Non si riflette tanto sulla perdita dell’oggetto d’amore, che come Lacan insegna è sempre perduto. Ma si perde la propria posizione. Non significo più niente per il desiderio dell’Altro? Spesso non si perde neanche tanto la persona, quanto la propria identità. Ci sentiamo spaesati, e ci identifichiamo come coloro che perdono. E, vista da una prospettiva di un loser come quella degli ABBA, il vincente si prende tutto, non lascia nulla, se non un posto vuoto. Il soggetto tragico, come anche Antigone, crolla proprio nel momento stesso in cui perde le proprie insegne simboliche, non occupa più uno spazio.
Ma, in contrasto, la posizione del loser di ABBAna memoria ricorda una cosa: che siamo indissolubilmente legati alla posizione simbolica che assumiamo nella nostra vita. Perché ci ricorda che non è solo il nostro desiderio a valere, ma anche il cosa significhiamo per l’Altro desiderio.
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ABBA – Super Trooper
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
