Chi è Jigsaw? Nella saga cinematografica Saw, a cui ha dato inizio nel 2004 James Wan, Jigsaw è sì il protagonista che da effettivo nome alla pellicola, ma è un protagonista “invisibile”. Si può assimilare la sua figura nel cosiddetto Grande Altro Lacaniano, la figura legiferante dell’universo simbolico nel quale ognuno di noi nasce e si inscrive.
Ma nello specifico, come agisce questo Jigsaw? Nella crueltà e spietatezza della messa in scena, Saw osserva senza mai farsi vedere effettivamente, definisce il ruolo delle persone che decide di imprigionare e “torturare”, impone prove per mettere alla prova chi capita nelle sue mani e decide cosa si possa definire con il termine “verità”. Una delle frasi più ricorrenti dal primo capitolo della saga è “gioca secondo le regole oppure muori”. Ma c’è un problema Lacaniano di fondo.
L’ultima parte teorica di Lacan riporta una grande verità: l’universo simbolico riesce a cogliere solo parte del soggetto. Ma è fondamentale insista un’illusione nella vita del soggetto stesso, ossia che vi sia un Altro che garantisca che questa Legge funzioni in qualche modo. Quando avviene spesso un esordio psicotico? Nel momento stesso in cui il soggetto si confronta con il buco dell’Altro che era considerato totalizzante.
In questa logica, Jigsaw, per quanto osservi le torture delle persone intrappolate, non è altro che un’istanza simbolica, non un vero e proprio killer. Lui non uccide mai nessuno, ma mette sempre il soggetto nella situazione in cui vi è una messa alla prova vera e propria:
“Le tue azioni hanno conseguenza”
E le vittime cercano di capire il perché, cosa vuole questo Jigsaw da loro? Perché sono state scelte? C’è una risposta giusta agli indovinelli a cui vengono sottoposti? È proprio in questi interrogativi si recupera l’ultimo Lacan di cui parlavamo prima. Saw sembra sempre sappia che cosa sia la giustizia, cosa l’altro vuole, decide chi si può salvare. È troppo presente. C’è una torsione vera e propria. Ciò che i soggetti intrappolati pensano sia colui che li determina, come un verbo divino, in realtà è la rappresentazione della messa in scena. Saw è come loro. Essere umano, che pensa ci sia un disegno più grande. È esso stesso un servo della legge. Ma quindi questa Legge esiste davvero? O abbiamo bisogno di credere che ci sia per agire bene?
——
Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese

Rispondi