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Psicologia

Il lavoro del negativo

Quanto spesso ci è capitato di pensare alle nostre imperfezioni, alle nostre mancanze, ai nostri buchi? E la maggior parte delle volte lo facciamo in maniera distruttiva. Se c’è un qualcosa che la Psicoanalisi da Freud in poi insegna è che il negativo, una macro categoria, non è qualcosa di cattivo, o di privativo, bensì una forza che caratterizza ognuno di noi, ma che spesso rimane rimossa o non rappresentata.

Vi è un espressione che viene dalla filosofia di Hegel, ossia “Lavoro del negativo”, e che è stata recuperata da uno psicoanalista, Andre Green, all’interno della sua opera omonima Il lavoro del negativo. Questa espressione nasconde una tesi fondamentale: ciò che è negativo in noi non crea solo un buco passivo che ci attanaglia, ma produce effetti sul soggetto. Ad esempio, secondo questa idea, una perdita può cambiare il nostro modo di desiderare, un’assenza può riorganizzare la vita, un silenzio può dire più di mille parole, e così via. E ciò che Green riconosce è che l’idea di polarizzare positivo e negativo come si fa spesso nel linguaggio contemporaneo (con le tanto diffuse psicologie positiviste) toglie al negativo spesso la sua forza creatrice che può servire al soggetto per comprendersi e cambiare.

Il negativo in quest’ottica non diventa solo l’esperienza di mancanza che ci distrugge, ma una possibilità per il soggetto di organizzare diversamente la propria psiche. E questo, così come potrebbe portare a disinvestire la realtà che ci circonda, dall’altro lato potrebbe strutturarla, perché non tutta l’assenza è patologica. Anzi, una certa capacità di assenza, e di tollerare la stessa, sono fondamentali al soggetto per diventare tale: desiderante. Ovviamente una negatività può portare anche al vuoto, e di conseguenza bisogna fare sempre attenzione a non romanticizzare il negativo. Il tutto si trova nella capacità di elaborazione dello stesso concetto di negativo, che, paradossalmente, può diventare vero e proprio pensiero produttivo.

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Andre Green – Il lavoro del negativo

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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