Una vespa bianca arriva, rumoreggiando, nei pressi di un quartiere popolare di Roma, Spinaceto. Su quella Vespa c’è un disilluso Nanni Moretti che, come in tutto Caro Diario, osserva il mondo in maniera disincantata, facendo entrare lo spettatore con i suoi occhi dentro una dimensione temporale e spaziale quasi sospesa, una poesia amara. Bastano pochi secondi per sottolineare l’atteggiamento di Moretti nel film. La vespa arriva verso un muretto, dove si trova seduto un uomo qualsiasi. Moretti frena leggermente il suo passo e urla, senza curarsi della risposta del suo interlocutore, “Spinaceto pensavo peggio! Non è per niente male!”.
Cos’è che sconvolge la usato atteggiamento di Moretti verso la realtà che lo circonda? Lo spettatore è già pronto a una descrizione delle brutture del quartiere, adattandosi allo sguardo monopolizzante dei più, esalando l’equazione classica periferia=bruttezza=degrado e così via. Invece Moretti non vede quello che dovrebbe vedere. Va oltre. Ci insegna qualcosa di fondamentale: non tutto corrisponde allo sguardo anonimo che mi è stato da sempre insegnato. C’è qualcosa che rompe lo schema di lettura della realtà che ci circonda. E rompe anche ciò che Lacan diceva, ossia che il soggetto è da sempre immerso in un campo di significanti che direzionano il suo sguardo.
Moretti rompe questo schema, riprendendo una riflessione Lacaniana: l’oggetto dello sguardo non è semplicemente qualcosa che il soggetto domina puramente guardandolo. C’è qualcosa sempre che erompe da tutto ciò, ed è come se ci restituisse una percezione differente di quello che abbiamo attorno. Gli oggetti del nostro sguardo ci parlano. È come se quel quartiere popolare, Spinaceto, restituisse lo sguardo a Moretti, e gli permettesse di rompere quel codice simbolico con il quale l’Altro del linguaggio gli ha sempre dato per leggere il mondo. È come se quel visibile andasse oltre l’occhio, e gli comunicasse “Ti ho sorpreso! Non so quello che pensavi fossi!”. Lasciamoci sorprendere da quello che vediamo.
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Nanni Moretti – Caro Diario
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
