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Psicologia

E se sparisse tutto?

Immaginatevi che un bel giorno vi svegliate, come tanti, vi vestite, vi preparate a fare i vostri soliti giri, ma non c’è più nessuno oltre a voi: qualsiasi essere umano è scomparso. Questa è la premessa di un romanzo fondamentale, Disspatio H. G. di Morselli, il quale si interroga proprio su questo: e se a un certo punto, per un motivo non ben specificato, rimanessimo soli sulla terra? Il protagonista del romanzo percepisce solitudine, ma qualcosa di più radicale avviene nella sparizione dell’umanità. Non solo vengono meno le persone, che per tanti forse non rappresenterebbe un dramma, ma viene mento l’Altro simbolico, un sistema tale che ti permetta di definirti in quanto tale. All’interno del romanzo, difatti, vi è una domanda che si pone il protagonista:

“Se nessuno c’è più, per chi sono ancora “Io”?”

Il riconoscimento da parte dell’Altro viene meno. Vengono meno le nostre coordinate simboliche, e con esse anche il desiderio, che diventa impossibile. Se infatti, come dice Lacan, il desiderio è desiderio dell’Altro, vuol dire che la nostra unica possibilità di desiderare qualcosa è quando vogliamo far parte del mondo: amati, riconosciuti, ammirati. Nel mondo del romanzo di Morselli, questa struttura collassa. Rimane il denaro, ad esempio, ma a cosa serve? Rimangono le città, tutto sembra essere a disposizione del protagonista, ma cosa se ne farà? Gli oggetti sono rimasti lì, ma che senso hanno fuori da un circuito sociale? Il mondo materiale perde il suo significato, e con esso anche la possibilità di desiderare, di diventare soggetti, diventa impossibile.

Inoltre lo sguardo dell’Altro scompare. In un mondo senza più nessuno, perde senso anche tenere conto dell’importanza dello sguardo altrui. Può fare qualsiasi cosa, noi potremmo fare qualsiasi cosa. Ma questo concettualizza l’idea di libertà più vicina a ciò che pensava Sartre: la condanna a essere liberi porta all’angoscia. È vero, l’altro spesso ci rende oggetti, e talvolta ci fa sentire inutili. Ma c’è qualcosa di cui non possiamo fare a meno: l’altro contribuisce a rendermi il soggetto che sono, con tutte le sofferenze ammesse.

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Guido Morselli – Dissipatio H. G.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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