Deleuze, influenzato particolarmente dalle teoria di Spinoza, a un certo punto della sua teorizzazione arriverà a porsi una domanda fondamentale anche per la psicoanalisi:
“Che cosa può un corpo?”
Cosa si cela alla base di questo interrogativo? Intanto un assunto che troppo poco spesso prendiamo in considerazione: il corpo non è solo l’involucro che contiene qualcosa di maggiore, non è l’insieme unicamente dei nostri organi, quanto più una vera e propria potenza, determinata da rapporti, capacità di agire e modificare, o essere modificato. Prendiamo ad esempio la nostra mano. La mano non è tale solo nella forma che possiede, il quale è ovvio, ma può essere descritta come il rapporto fra ossa e nervi, la sua potenzialità in rapporto ad altri corpi, la capacità di entrare in determinate composizioni e così via. L’individuo, secondo questa prospettiva, è una vera e propria composizione, non solo un’unità chiusa.
Questo comporta un’altra svolta fondamentale: non esiste corpo, e quindi di conseguenza individuo, senza relazioni. Ed è, in parte, ciò a cui giunge anche Lacan: noi siamo determinati fin da subito da un Altro simbolico. Ma il nostro corpo, se non si ponesse in relazione a qualcun altro, rimarrebbe solo la forma di ciò che è, quando in realtà è proprio nel rapporto che si determina come potenziale.
Ed è qui che i corpi si incontrano. Cos’è che fa tanta paura al soggetto contemporaneo, a tal punto da rifugiarsi nel suo universo mondo chiuso fatto di confronti fittizi con IA o social? Il fatto che è un incontro comporta una modifica del proprio corpo. Deleuze parlava di composizione o decomposizione. Un corpo che si combina con un altro può comporre un potenziale che si intreccia, e per Spinoza questo produce un affetto, la gioia. Ma un incontro può portare anche a decomposizione, e al rischio di aver tradito i propri confini per poi trovare cenere. Oppure questo lo si può riscontrare anche nel rapporto problematico con il cibo ad esempio. Io che mangio può aumentare la potenzialità data dall’incontro, ma può eventualmente portare anche a un rifiuto, a una vera e propria, appunto, scomposizione.
Il corpo è un punto fondamentale da cui partire sempre, per non perderci troppo bei discorsi dell’anima.
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Gilles Deleuze – Che cosa può un corpo?
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
