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Psicologia

La generazione ansiosa

Leggendo una delle opere più vendute riguardanti la psicologia degli ultimi anni, ossia La Generazione Ansiosa di Jonathan Haidt, ciò che appare più interessante è il risultato a cui giunge il sociologo americano, ossia che l’implementazione di social media e smartphone ha portato a una profonda modifica del modo di vivere degli adolescenti e a uno sviluppo sempre più imperante di sintomi come ansia e depressione. Sicuramente, e questa riflessione è importante portarla all’attenzione della società di oggi, è fondamentale interrogarsi sul rapporto che i giovani intrattengono con questi strumenti, oltre che sugli apporti benefici o meno che possono apportare. Ma forse, al di là della critica, una domanda che ci si può porre per comprendere il fenomeno è: che tipo di soggetto e desiderio producono i social?

Partiamo dal presupposto che l’introduzione del soggetto al mondo social, per quanto lo tolga dalla tensione di doversi confrontare con il mondo esterno, porta inevitabilmente a un confronto con una platea virtuale molto ampia, che ha assunto un ruolo enorme nella formazione dell’identità dell’adolescente. E, se come dice Lacan, il soggetto si costituisce tramite il confronto con l’Altro, la meccanica social ha reso questo confronto permanente: like, follower, visualizzazioni, portano il soggetto a porsi costantemente la domanda “Come sono io per gli altri? Quanto valgo?”. E il confronto con questi meccanismi comporta uno scontro con una determinata immagina di sé, basato su un sistema valutativo mediato da il numero di like ricevuti (che spesso per gli adolescenti corrispondono al proprio valore sociale).

Inoltre, anche il desiderio stesso del soggetto muta. Lacan sostiene che il desiderio si struttura sulla mancanza, e, di conseguenza, al rapporto con il desiderio dell’Altro. Ma che fine fa il desiderio all’interno della meccanica social? Quest’ultimo fa una promessa, neanche tanto sopita: il tuo desiderio può essere colmato. Più like uguale più riconoscimento, più follower uguale più valore, e così via. E ogni soddisfazione (come ad esempio ottenere i primi 100 like) genera il desiderio successivo. Non vi è un’eliminazione del desiderio, ma questo si mantiene incessantemente in movimento. Ma se questo da un lato crea un’apparente soddisfazione nel soggetto, dall’altro produce per l’appunto l’angoscia di cui parla in parte Haidt: sono abbastanza?

Non è solo l’introduzione di vari meccanismi anche soddisfacenti, ma rappresenta un vero e proprio radicale cambiamento del soggetto.

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Jonathan Haidt – La Generazione Ansiosa

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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