Platone, prima di essere il filosofo delle Idee, era un uomo di corpo e di lotta. Si narra che praticasse il pankration, disciplina estrema dell’antica Grecia che combinava pugilato e lotta. Non era un passatempo marginale: il pankration era un’arte regolata da norme precise, riconosciuta nelle Olimpiadi, dove forza e strategia si fondevano in un’unica prova di resistenza fisica e mentale.Questo dettaglio biografico ci invita a pensare a una questione che, come psicoanalisti, ci riguarda da vicino: il posto della disciplina nell’incanalare e trasformare la pulsione. Nella prospettiva lacaniana, la pulsione aggressiva (Trieb) non è un “difetto” da correggere o un eccesso da reprimere. È un motore, un’energia fondamentale dell’essere parlante. Ma, lasciata senza cornice simbolica, rischia di esplodere in forme distruttive: acting out, agiti impulsivi, sintomi somatici. La disciplina – come accade nello sport di combattimento – fornisce quella cornice che ordina, misura e rende significante l’energia pulsionale. Il combattimento regolamentato, sia esso pankration, boxe o arti marziali, introduce un Altro della Legge: regole, arbitri, tempi, limiti e riconoscimento reciproco. Qui la pulsione non si scarica alla cieca: si misura, si modula, si ascolta. È l’esperienza di un corpo che impara a pensare, e di un pensiero che si radica nel corpo. La disciplina insegna a tollerare la frustrazione – perdere un round senza perdere la testa – e a introdurre un intervallo tra il colpo ricevuto e la risposta. È lo stesso spazio che, nel lavoro analitico, separa l’urgenza dell’agito dalla possibilità della parola. Senza questo spazio, la pulsione si consuma nell’immediatezza; con questo spazio, si trasforma in gesto consapevole. Platone, unendo filosofia e pratica fisica, intuì che il corpo non è nemico della mente, ma suo alleato. La disciplina del combattimento non è solo addestramento muscolare: è educazione alla misura, incontro con il limite, esperienza di sé in rapporto all’altro.

Sul ring, come nella vita, non si tratta di vincere sempre, ma di abitare la propria forza senza esserne travolti.

La disciplina non è la gabbia della pulsione, ma il telaio che le permette di tessere senso.

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Fonti:

S. Freud – Al di là del principio di piacere;

J. Lacan – Il Seminario, Libro XI;

D. Lonsdale Fighting for Honour: The History of Boxing in the Ancient World.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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