L’infanzia non è solo il tempo dell’innocenza: è il tempo in cui si costruiscono le fondamenta dell’essere. Le parole che riceviamo, gli sguardi che ci mancano, le attenzioni negate o concesse diventano la grammatica con cui leggeremo il mondo per tutta la vita.

Quando parliamo di “trauma infantile” non dobbiamo pensare soltanto a eventi eclatanti, come abusi o violenze. Il trauma può annidarsi anche nelle piccole crepe: una madre che non riesce a riconoscere il bisogno del figlio, un padre assente, una scuola che umilia, un contesto che non accoglie la singolarità del bambino. Queste mancanze non fanno rumore, ma scavano in profondità. Freud ci ha mostrato come un ricordo apparentemente insignificante possa acquistare valore traumatico solo in un secondo momento, quando il soggetto non riesce più a “tradurlo” nella propria esperienza. Lacan andrà oltre, spiegando che il trauma è ciò che resta fuori dal simbolico, un reale che non trova parola, e che proprio per questo ritorna sotto forma di sintomi: ansia, insonnia, fobie, dipendenze. Il bambino non dimentica: il suo corpo, il suo inconscio, registrano ciò che non ha potuto dire. Così, l’adulto porta con sé ferite invisibili, che riaffiorano nelle relazioni, nelle scelte, nei momenti di crisi. Quante volte la paura dell’abbandono, la sensazione di non valere, la difficoltà a fidarsi, sono l’eco lontana di quelle prime esperienze?Eppure il trauma non è solo ferita: può diventare anche sorgente. Non lo si cancella, non lo si elimina, ma lo si può attraversare. Dare voce al trauma significa riconoscere la propria storia, accettare la propria vulnerabilità e trasformarla in una possibilità nuova.

La psicoanalisi non promette la rimozione del dolore, ma la possibilità di abitarlo diversamente. Perché solo accettando che una ferita ci abita possiamo smettere di esserne prigionieri e iniziare a trasformarla in forza vitale.

Fonti:

Freud, S. – Dalla storia di una nevrosi infantile;

Lacan- Il Seminario, Libro XI.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Sub Rosa

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