Oggi, il mondo ha assistito a una svolta: Israele e Hamas hanno siglato un accordo di cessate il fuoco che interrompe una delle guerre più lunghe e devastanti degli ultimi anni.
Un passo che molti attendono come liberazione, speranza, tregua. Ma cosa succede dentro le soggettività che abitano quei territori? Quali sogni frantumati, quali ferite lancinanti, quali fantasmi del passato tornano a galla? La pace non è un evento oggettivo che basta decretare con trattati. È anche un’esperienza interiore. Per chi ha vissuto l’assedio, la morte, la distruzione — la pace può suonare sospetta, irreale, fragile. La psicoanalisi ci ricorda che ogni soggetto porta dentro un trauma che non si placa automaticamente con lo spegnersi delle bombe. Il silenzio dopo il fragore può essere carico di angoscia, di attesa che il conflitto riprenda.
Chi ha perso affetti, case, speranze non può semplicemente voltare pagina. Il lutto non è solo per i morti, ma per le possibilità che non sapranno più manifestarsi: un futuro che non sarà, un figlio che non tornerà, un tempo sospeso. In psicoanalisi, il lutto che non viene elaborato rischia di trasformarsi in melanconia: il soggetto resta impigliato nella nostalgia dell’infinito che non è stato.
Alla pace annunciata segue la tentazione di un abbraccio simbolico: “ora siamo tutti fratelli, tutti responsabili, tutti uniti”. Ma questa armonia forzata può essere una maschera che nasconde il rifiuto di confrontarsi con la differenza, con le ingiustizie, con la memoria. La vera pace non annulla la differenza, non pretende che tutti dimentichino: richiede il coraggio di convivere con le ferite degli altri e con le nostre.
Se la pace è autentica, essa non nasce solo dai negoziati, ma dal desiderio che riaffiora nella ferita. È la capacità soggettiva di immaginare un domani che riconosce il passato, che rispetta il dolore, che osa generare nuovo legame.
Nel mondo parlante, nulla si cancella. Ma qualcosa può rinascere se c’è ascolto, verità, parola.
Fonti:
Reuters, “Israel and Hamas sign Gaza ceasefire and hostage deal” ;
The Guardian, “Gaza ceasefire deal: what has been agreed for first phase and why now?” .
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
Sub Rosa

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