“Questo drago è il caos, lo spirito del mondo, il serpente antico. Ma nel suo ventre porta il seme del sole, che può essere liberato solo dalla dissoluzione.”

— Eugenio Filalete

Mi sono ispirato a un pensiero condiviso dalla pagina I bassifondi dell’anima, che spesso riesce a toccare corde profonde, dove il simbolico incontra l’indicibile.

Da quella suggestione nasce una riflessione che attraversa il pensiero alchemico, la psicoanalisi e l’esperienza del soggetto contemporaneo. Ogni essere umano, prima o poi, si ritrova faccia a faccia con il proprio drago. Non un mostro esterno, ma una figura interiore che prende forma nei momenti di crisi, quando tutto sembra disgregarsi. Il drago è il caos: la materia psichica allo stato puro, l’ombra che ci abita e che minaccia la nostra fragile identità. Ma — come ricorda Filalete — proprio nel ventre del drago riposa un seme di luce: un principio solare, vitale, che attende di essere liberato attraverso la dissoluzione. In psicoanalisi questo processo equivale al traversare il fantasma: affrontare il disordine, rinunciare al controllo, permettere al desiderio di riemergere dalle macerie del senso. Jung, leggendo gli antichi testi alchemici, vedeva nel drago una metafora del Sé: l’unità psichica che si rivela solo dopo aver integrato le parti più oscure di noi stessi. Lacan, dal canto suo, avrebbe forse detto che nel momento in cui il significante cede, e il soggetto tocca il reale, può allora — solo allora — generarsi una nuova posizione del desiderio. È questo il cuore del processo analitico: non evitare il caos, ma lasciarsi trasformare da esso. Là dove tutto sembra dissolversi, può nascere qualcosa di inedito. Il drago, allora, non è più solo un nemico da combattere, ma un maestro segreto: colui che ci costringe a morire per rinascere.

E forse è proprio questo il senso più autentico dell’alchimia psichica: non cambiare piombo in oro, ma trasformare la sofferenza in senso, la perdita in vita.

Perché, come scriveva Jung, “Non si raggiunge l’illuminazione immaginando figure di luce, ma portando alla coscienza l’oscurità interiore. Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”

Fonti:

C.G. Jung, Psicologia e alchimia;

Eugenius Philalethes, The Metamorphosis of the World, 1650 (trad. it. a cura di F. Zamboni, Mimesis, 2011);

Ispirato a riflessioni condivise da I bassifondi dell’anima:https://www.instagram.com/ibassifondidellanima?igsh=ODU3YWpmZXg0YnFm

——

Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Sub Rosa

Rispondi

In voga

Scopri di più da SUB ROSA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere