Lucio Fontana, pittore argentino concettualmente sovversivo, a metà degli anni ‘90 comincia un suo percorso nell’esplorazione della tela di pittura, arrivando ai cosiddetti “Tagli su tela”.

Cosa sono questi tagli? Un modo per andare oltre lo spazio di creazione, lasciando la possibilità a chi osserva di immaginarsi il proprio mondo. Perché una tela può essere tagliata, ma sta a chi osserva questo taglio a vederci una mera frattura, o una possibilità.

Spesso nel mondo psicoanalitico ritorna l’immagine del soggetto d’analisi come una tavola bianca, sulla quale l’analista lavora, frammenta, taglia lui stesso. Un’ipotesi quasi di lockiana memoria, memore della tabula rasa del filosofo inglese, il quale parlava del soggetto come di una tavolozza vuota da riempire.

Non sono d’accordo. Perchè, da analista, di fronte abbiamo un quadro. Ognuno di noi è un quadro. Ma non una tela bianca. Siamo un quadro sul quale c’è una incisione. Solo non sappiamo cosa farcene. Fontana l’aveva reso in ottica artistica. Ma ciò che ci deve ispirare dalla teoria e pratica artistica del pittore argentino è che ogni taglio può portare a un mondo diverso. Dobbiamo solo impararci a guardare dentro.

——

Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Rispondi

In voga

Scopri di più da SUB ROSA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere