Che bello Sanremo! Una kermesse nazionale di musica commerciale, inframezzata da stacchetti moralistici e sketch comici. Nonostante sia Barthes che Eco, nella loro esegesi teorica, parlino della cultura pop come di uno strumento fondamentale di analisi del soggetto umano e sociale, di fronte a questo spettacolo non mi può non venire in mente il concetto di Immaginario Lacaniano.

Cos’è l’immaginario? È un o dei tre registri di cui parla Lacan insieme a Reale e Simbolico, e i quali, secondo lo psicoanalista francese, devo essere intrecciati al fine di “garantire” una vita psichica organizzata secondo la stabilità. Se prevale uno dei tre registri, o comunque non avviene un intreccio, si verifica una sintomatologia che può essere varia. Nello specifico l’Immaginario è il registro che si presenta nella nostra prima fase di vita in cui, bambini, abbiamo bisogno dello sguardo dell’Altro per garantire un’unità fisica, identificandoci nell’immagine dello specchio che vediamo ma sentiamo tanto estranea tra i 6 e i 18 mesi. La kermesse Sanremo è l’esempio di incastro nel registro dell’Immaginario.

Siamo seduti comodi sul nostro divano, intrappolati di fronte a uno scorrere di immagini che ci scagionano dai nostri “peccati” quotidiani, e ci permetto di identificarci in una falsa percezione del nostro sé. Non avviene il confronto con il Reale traumatico. È vero che questo Reale si incontra soprattutto negli inciampi della vita, e Sanremo non è la dimensione che si presta a una riflessione intellettualoide. Ma è specchio di quello che vorremmo essere, seppur per quattro giorni. Individui senza pensieri, che si sentono sollevati moralmente dal seguire ospitate di personaggi che inneggiano alla libertà, all’amore assoluto, contro le dipendenze trattate nella chiacchiera insignificante.

Siamo nel completo registro dell’illusione. Antistante a tutto ciò vi è l’incontro con la propria finitudine, che comprende anche sguazzare nello scarto della quotidianità. Forse, nella mia giovinezza, sto invecchiando nel pensiero. O forse penso che, nonostante ci dia l’illusione di un bel mondo fatato, Sanremo sia una delle tante appendici televisive che ci fanno lentamente scivolare nel tentativo di evitare, molte volte giustamente, l’incontro con il nostro Reale.

——

Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Rispondi

In voga

Scopri di più da SUB ROSA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere