Nel 1983 i Talking Heads pubblicano un album fondamentale, ossia Speaking in Tongues, all’interno del quale si trova una delle loro canzoni più iconiche (e personalmente penso anche delle più belle), ossia This must be the place. Nel suo fare quasi onirico, David Byrne canta questa canzone in maniera teatrale, con una gioia quasi parodistica, ma al fondo sempre un fondo di disillusione nelle parole che pronuncia.
Cosa dice questa canzone? Che il protagonista, o chiunque si trovi a cantarla, riconosce una sensazione che sta provando, e a cui non sa dare altro che la definizione di home, ossia casa. Non è qualcosa di definito da tetto e mattoni, ma più che altro una sensazione: questo deve essere per forza il posto che io riesco a definire casa. Difatti nel titolo è presente la parola must, che indica un dovere in lingua inglese. Queste deve essere per forza casa. Questa casa è forse un’illusione, una struttura immaginaria in cui il protagonista si crede al sicuro? Lacan non esiterebbe a dire che il protagonista della canzone incarna pienamente il soggetto umano: una mancanza a divenire.
In tutta la canzone, David Byrne (e nella esibizione live diretta da Jonathan Demme viene reso perfettamente) rimane fermo, illuminato da una piccola luce. La sua voce cambia nell’ondeggiare della musica, ma con una consapevolezza: non esisterà mai un oggetto che riempirà la mia mancanza. E dal momento che non esisterà mai questo oggetto, non lo devo vedere come impossibile investire un qualcosa con il nome di casa. Questa deve essere casa non perché lo sia veramente, ma perché io soggetto ho colto la mia mancanza a divenire, e investo questo “luogo” in quanto tale.
Cosa ci comunica questa canzone di fondamentale? Per prima cosa una consapevolezza: un soggetto umano si muove per mancanza, ma questo lo sapevamo già. Lacan definisce objet petit a quell’oggetto che noi cerchiamo per tutta la vita, con l’illusione necessaria che possa farci stare sereni per sempre, ma è proprio quel movimento di ricerca che ci caratterizza in quanti esseri umani. Ma la seconda cosa, importante, è che come soggetti umani siamo instabili. Non giungiamo veramente a ciò che desideriamo nel profondo. Quindi, essere felici e sereni è impossibile? Non propriamente. Siamo fatti di possibilità, e riconoscere che abbiamo bisogno di una bellissima illusione di casa per vivere è la cosa più umana che ci sia.
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Talking Heads – Speaking in Tongues
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese

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