Michael De Montaigne, all’interno dei suoi Saggi, dà una definizione profonda dell’amicizia, come uno di quei rapporti rari, che sono vicini al miracoloso per cosa comportano in chi la vive. Spesso fa riferimento a questo concetto, e prendendo come esempio la sua amicizia con Boetie, disse “perché era lui, perché ero io”.

Facendo qualche passo avanti nella storia, arriviamo alla visione che ne ha Lacan. Nel suo incedere quasi pessimistico sull’essere umano, sulla scia di Freud, lo psicoanalista francese fa però un’osservazione cruciale, ossia che l’amicizia è quel rapporto similare a uno specchio. È qualcuno che ci aiuta a costruire la nostra identità, ma rimane pur sempre un essere imperfetto. E non è forse qui la forza di questo rapporto?

E arriviamo ai giorni nostri. Oasis, Acquiesce. Brano di una potenza fuori dall’ordinario, che ripete, nel ritornello, una delle frasi a mio parere più profonde della loro discografia, ossia:

“Because we need each other
We believe in one another
And I know we’re going to uncover
What’s sleepin’ in our soul”

Noi abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Crediamo l’uno nell’altro, e sappiamo che grazie all’altro, possiamo andare a scoprire cosa c’è più al fondo del nostro animo. In tutti i contrasti, le differenze, i litigi (a cui ci hanno abituato i fratelli Gallagher), vi è un urlo di necessità e di bisogno: insieme non saremo perfetti, ma ci possiamo aiutare.

E sono qui oggi, infine, dopo queste parole sull’amicizia, per celebrare il compleanno di uno dei componenti di questo duo, Giocondo, la cui amicizia è una di quelle cose rare, che mi ha aiutato a incontrarmi con un altro diverso e a unire le nostre mancanze, dando vita non solo a questo progetto, ma a qualcosa di più.

Canterebbe Cocciante “Tu hai un amico in me”. E questa è la cosa più importante.

A Giocondo

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