Il 13 ottobre 2025 Castel d’Azzano è stato teatro di una tragedia: tre carabinieri hanno perso la vita in un’esplosione, mentre altre ventisette persone sono rimaste ferite. Gli autori del gesto sono i fratelli Ramponi, la cui storia, segnata da debiti, conflitti familiari e un incidente mortale del 2012, sembra intrecciarsi con una logica di destino e di trauma.
L’incidente del trattore nel 2012, che causò la morte di un automobilista, appare come un trauma originario. Non si tratta solo di un episodio isolato: è un punto di rottura, un momento in cui l’ordine simbolico si incrina. Il trauma interrompe la coerenza dell’Io, lasciando aperto uno spazio dove il desiderio e la colpa possono insinuarsi. La colpa sembra giocare un ruolo centrale nella vicenda dei fratelli Ramponi. Il debito accumulato, le tensioni familiari, la frustrazione sociale non vanno letti soltanto come difficoltà economiche o conflitti quotidiani, ma come manifestazioni di una frattura nel legame simbolico con l’Altro. La colpa inconscia diventa un filtro attraverso cui il soggetto sperimenta la realtà e reagisce al fallimento del proprio rapporto con la legge e la norma. L’esplosione, infine, può essere interpretata come un tentativo disperato di ripristinare un ordine percepito come perduto. La violenza non è solo un atto esterno contro gli altri: è un atto interno, che riflette la tensione tra il soggetto e la legge simbolica, tra ciò che si desidera e ciò che è proibito. Gesti così estremi non nascono dal nulla, ma sono radicati in una trama di desiderio, trauma e mancanza.
Riflettere su vicende come quella di Castel d’Azzano non significa banalizzare il dolore o ridurre la responsabilità penale: significa osservare le strutture dell’inconscio che guidano i comportamenti, per comprendere il legame tra trauma personale e trauma sociale. Ogni tragedia è un invito a osservare ciò che rimane invisibile, ciò che il soggetto porta dentro di sé e che, a volte, esplode nel mondo esterno.
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Fonti:
Il Fatto Quotidiano, “Esplosione Castel D’Azzano: dall’incidente con il trattore nel 2012 alla strage” (ilfattoquotidiano.it)
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
Sub Rosa

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