voglio…voglio…voglio..un desiderio urlato 
e disperatamente sofferto 
che conduce all’Infinito!”

In “Sopra un erotik”, Gabriele D’Annunzio dà voce a quel desiderio che arde, che spinge il soggetto verso l’altro, cercando, nello spostamento infinito del movimento desiderante, di inseguire quell’oggetto a specificato da Lacan. Cos’è questo oggetto?

Sin dall’infanzia siamo parlati, siamo colti nella rete del linguaggio. Ma qualcosa sfugge. In quanto rete, il linguaggio è bucato, l’Altro simbolico non riesce a coglierci del tutto. Questo resto è ciò che ci rende soggetti, l’oggetto causa del desiderio, che nel suo movimento, porta l’individuo a relazionarci all’altro nell’ottica della manchevolezza. È il punto di svolta di Lacan, notato anche dai due dissidente Deleuze e Guattari, in quanto valorizza ancora una volta quello che è il movimento primario che può salvare l’umano, ossia l’amore.

Questo oggetto a ci rende soggetti, da valore alla nostra parola di fronte al grande universo del linguaggio, e pur di inseguirlo, ne raccogliamo le briciole lasciate lungo il suo muoversi, e, come D’Annunzio specifica, anche nell’urlo, nella sofferenza, nel condurci all’infinito, ciò che ci dà voce in quanto soggetti è il continuare ad essere mossi da questo desiderio.

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Gabriele D’Annunzio – Sopra l’erotik

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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