C’è un momento, nella formazione di ogni analista, in cui la teoria incontra la carne viva della parola.
È accaduto oggi, durante la lezione del Prof. Massimo Recalcati, dove il suo insegnamento ha attraversato alcuni dei nuclei più intensi della teoria lacaniana, restituendoli con una chiarezza che non riduce, ma accende.
Il filo rosso della lezione è stato il tema del “due” come nome del reale.
Come dice Lacan, il vero nome del reale è il due, perché il reale non è l’unità, ma la fenditura, la distanza incolmabile che separa i corpi e i linguaggi.
L’amore tenta di ricucire questa divisione, ma il reale resiste come impossibilità di fusione.
È la verità più dura e insieme più feconda: nessuno può colmare il vuoto dell’altro.
Recalcati riprende Freud e sviluppa il tema del complesso di intrusione: l’arrivo del fratello introduce la dimensione del limite, dell’odio, della rivalità, ma anche la scoperta dell’altro come specchio.
Il fratello è al tempo stesso riflesso e intruso, minaccia e somiglianza.
Nella nascita del fratello si iscrive una legge universale: non siamo più l’unico oggetto d’amore dell’Altro.
Questa esperienza — fondativa e dolorosa — inaugura il rapporto dell’essere umano con la mancanza, con il reale della vita.
L’intrusione non è solo una dinamica familiare, ma un incontro con il reale stesso.
È la scena in cui il soggetto scopre che qualcosa sfugge irrimediabilmente al controllo, che non tutto può essere detto o simbolizzato.
Da qui nascono i tentativi di saturazione del vuoto: il godimento, la compulsione, il delirio, tutti modi di reagire all’intrusione non elaborata.
Ma il lavoro dell’analisi — suggerisce Recalcati — consiste proprio nel trasformare la ferita in parola, il trauma in possibilità.
Accettare il reale della separazione non è una resa, ma un atto d’amore.
Il godimento cerca di eliminare la distanza; l’amore, invece, la custodisce.
Solo riconoscendo che non si può essere “uno” con l’altro, si apre lo spazio del desiderio e della soggettività.
L’amore vero, allora, non colma ma trasforma la mancanza in un legame vivente.
Fonti:
Jacques Lacan, Seminario XVII Il rovescio della psicoanalisi;
Massimo Recalcati, Uno diviso due: Fratelli e sorelle, Einaudi.
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese
Sub Rosa

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