“Ma nel gioco avrei dovuto dirle
“Senti, senti io ti vorrei parlare…”,
Poi prendendo la sua mano sopra al banco
“Non so come cominciare…
Non la vedi, non la tocchi,
Oggi la malinconia?
Non lasciamo che trabocchi
Vieni, andiamo, andiamo via…”

Cos’è il rapporto di amore? Un rincorrersi nella mancanza, un cercare nell’altro ciò che muove il nostro desiderio, una mancanza originaria, un buco irrappresentabile dalle maglie della trama Simbolica. Lacan, descrivendo l’amore, lo descrive come dare ciò che non si ha, farsi non aventi agli occhi dell’altro. Difatti, cosa vorrebbe dire dare all’altro ciò che si ha? Sarebbe come una grande festa. Invece amare implica il mettersi nudo di fronte all’altro, e dare ciò che non si possiede.

Ma se per Freud l’amore ha la connotazione del Narcisismo, parte sempre dall’amare se stessi, per Lacan invece ciò da cui parte, ossia l’oggetto causa del desiderio del soggetto, l’agalma, è come un piccolo gioiello che brilla al cospetto di un orror vacui. E allora, guardando l’amata e tenendole la mano sopra il banco, l’unica cosa che Guccini, descrivendolo nel brano “Autogrill”, può fare è quello di darle ciò che non ha, portarla via dalla malinconia. Ma perché fuggire da quella malinconia? Proprio perché trabocca. È troppo presente. Darle la malinconia vorrebbe dire darle ciò che già ha, restituirle un’immagine narcisistica di sé. Invece l’amore è andare oltre, oltre quella malinconia, per dare all’altro ciò che non si ha, quel buco che muove ogni desiderio del soggetto.

———-

Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Rispondi

In voga

Scopri di più da SUB ROSA

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere