Woody Allen è l’archetipo per eccellenza dell’uomo nevrotico. Come si definisce spesso, un uomo costantemente insoddisfatto, che cerca se stesso nell’altro, senza mai trovare quell’oggetto del desiderio da sempre perduto. Ma chi è il nevrotico che lui stesso incarna in tutti i suoi film?

Come sostiene Lacan, il nevrotico è colui che colloca il suo desiderio nell’Altro. È il soggetto per eccellenza analizzato da Freud, che incontra la Legge simbolica dell’Altro, e colloca il suo oggetto mancante, del desiderio, proprio in ciò che è esterno, votandosi costantemente a una ricerca che non trova soddisfazione. Nello specifico Lacan parla di due forme di nevrosi, ossia l’isteria e la nevrosi ossessiva.

Se l’isterica, figura prettamente femminile, è colei che ha interpretato soggettivamente un trauma su di un tema sessuale che ha subito, il nevrotico ossessivo è colui che l’ha interpretato come perpetrato da lui. Difatti ci troviamo di fronte a due soggetti entrambi mancanti, ma differenti. Se da un lato vi è un soggetto che colloca nell’altro la sua ricerca della verità, pur sapendo che non troverà mai la fonte della sua soddisfazione, dall’altro abbiamo un soggetto che vuole distruggere l’altro, in quanto la vita dell’altro comporta la sua morte. Ma la morte dell’altro cambierebbe qualcosa? Rimarrebbe quella insoddisfazione costante, e il movimento del desiderio troverebbe un’altra figura da distruggere.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte a un soggetto che manca, che è alla ricerca di questo buco, vuoto, che lo caratterizza, ma che non trova pace in tutto ciò. Proprio l’impressione che abbiamo da ogni singolo impersonato da Woody Allen. Un amaro in bocca di un soggetto che ha assunto su di sé una castrazione, che ci ha dato un senso, ma nell’altro cerca un modo per soddisfarla.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

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