Nella citazione di Žižek si condensa uno dei paradossi più profondi della psicoanalisi: la minaccia più grande non è la mancanza, ma il suo colmarsi.Perché? Perché quando otteniamo ciò che volevamo, accade qualcosa di destabilizzante: il nostro desiderio perde il proprio oggetto, e con esso la sua direzione. Per Lacan il desiderio non è mai rivolto a un oggetto concreto, ma alla mancanza stessa.Noi desideriamo ciò che non abbiamo perché è proprio la distanza che mantiene vivo il movimento del soggetto.Quando finalmente otteniamo ciò che cercavamo, quella distanza si annulla. E con essa scompare anche l’illusione che una volta raggiunto quell’oggetto, la nostra vita avrebbe trovato un equilibrio definitivo. Per questo Žižek dice che “arrivare ad averlo” può essere peggio: perché ci mette davanti al vuoto che l’oggetto nascondeva. Nessun oggetto è mai all’altezza del desiderio che gli abbiamo cucito addosso. Non perché l’oggetto non valga, ma perché nessun oggetto può sostenere il peso delle nostre fantasie. Il trauma non nasce dal possesso, ma dal fatto che il possesso svela l’inganno:

Non era “quella persona” a salvarmi. Non era “quel lavoro” a guarire il vuoto. Non era “quel successo” a risolvere la mia inadeguatezza.

L’oggetto del desiderio ci proteggeva dal confronto con noi stessi.Una volta ottenuto, quella protezione cade. Otteniamo ciò che volevamo e… ricominciamo subito a desiderare altro. Questa è la verità che spaventa:

non esiste un oggetto capace di pacificare il desiderio una volta per tutte.

Il desiderio non si placa: si sposta.

E allora ciò che ci terrorizza non è “avere”, ma scoprire che anche dopo aver avuto, continuiamo a mancare. Žižek lo sottolinea spesso: viviamo in un sistema che non vuole che otteniamo ciò che desideriamo, ma che continuiamo a desiderare. Il capitalismo contemporaneo costruisce oggetti che non soddisfano, ma che alimentano la macchina del desiderio.

Una volta ottenuto un oggetto, ne appare un altro.

E poi un altro.

Dopamina, non soddisfazione.

La mancanza è diventata un business.

La vera libertà non è ottenere ciò che vogliamo, né rinunciare al desiderio. La vera libertà è disincantare l’oggetto, riconoscere la sua inconsistenza senza smettere di desiderare. È accettare che il desiderio non è un difetto, ma la nostra struttura più viva.

Il desiderio non si soddisfa, si attraversa.

Fonti:

Slavoj Žižek — Il sublime oggetto dell’ideologia Jacques Lacan;

Il Seminario, Libro XI.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Sub Rosa

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