Succede spesso, parlando in particolare con persone che stanno attraversando un periodo complicato della propria vita, sentire citato il bisogno di andare in Chiesa. Da terapeuti è fondamentale confrontarsi con questo bisogno, ponendosi non solo l’interrogativo banale rispetto all’utilità di far appello alla religione, ma anche come una necessità di una cornice metafisica che possa cambiare la psicoanalisi stessa.
Difatti, nel mondo psichiatrico nello specifico, vi è un’aspra critica nei confronti di coloro che, diagnosticati fino alla punta ultima del capello sfibrato, decidono a un certo punto di cominciare a pregare. Frequentano le comunità religiose, si interessano ai problemi della vita passando dalla prospettiva dell’esistenza di qualcosa all’interno della quale accettare tutte le disgrazie. Ma perché così una critica ferrea?
La critica deriva dal mettere in dubbio le proprie capacità professionali (o alcuni direbbero perché meno pazienti uguale meno soldi). Schiere di terapeuti sconsigliano la preghiera come “soluzione”, in quanto è un appello vuoto a qualcosa che non può dare conforto, in quanto non esiste. Ma siamo certi che tutte le persone abbiano bisogno di entrare in una stanza d’analisi?
È fondamentale ci sia una cornice metafisica all’interno della quale agiamo quotidianamente. E non deve essere motivo di disdegno se un soggetto in difficoltà fa appello a Dio invece che a noi psicoanalisti. Non dobbiamo partire dall’idea che siamo noi a dover soppiantare l’idea di Dio, quanto è la psicoanalisi che deve tenere conto di un riferimento metafisico che le faccia fare qualche passo indietro.
L’appello della preghiera è la più sincera richiesta di aiuto, perché non ha giudizio dall’altra parte, se non quello dell’Immagine di qualcosa al di sopra. E chi siamo noi psicoanalisti per ergerci a tale giudizio? La stanza d’analisi deve comprendere al suo interno anche la dimensione metafisica, l’entrata in scena di un Dio, perché è proprio quando il grido del soggetto viene accolto con l’idea che ci sia qualcuno che ascolti dandogli un significato silente, che allora si modifica anche la psicoanalisi stessa.
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese

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