Santa Lucia cade nel punto più fragile dell’anno, quando il buio non è più un’eccezione ma una condizione, quando la luce non consola e l’inverno non promette nulla se non resistenza. Non è un caso che la tradizione le affidi la protezione degli occhi: Lucia non è la santa dello sguardo sereno, ma di quello che resta aperto quando sarebbe più facile chiuderlo. Vedere, in fondo, è sempre un atto violento. Ogni visione autentica comporta una perdita: di un’illusione, di una narrazione comoda, di un rifugio emotivo. La luce, quando è vera, non accarezza: incide. Nel suo nome c’è la luce, ma non quella addomesticata delle celebrazioni, bensì quella che espone, che smaschera, che obbliga a fare i conti con ciò che è stato evitato. Santa Lucia arriva quando l’anno è stanco e l’anima pure, e ci ricorda che lo sguardo non serve a proteggersi dal reale, ma ad attraversarlo. Proteggere gli occhi non significa risparmiarli, bensì impedire che si abituino al buio, che accettino l’ombra come normalità, che confondano la sopravvivenza con la vita. C’è una violenza silenziosa nel vedere davvero. La luce porta con sé la fine delle scuse. Quando qualcosa viene illuminato, non è più possibile dire “non sapevo”, “non vedevo”, “non capivo”. È per questo che la chiarezza spaventa più dell’oscurità: il buio assolve, la luce responsabilizza. Santa Lucia non promette pace, promette verità, e la verità, come insegna tutta la grande tradizione filosofica e psicoanalitica del Novecento, non si offre mai tutta intera senza lasciare una ferita. Vedere significa accettare che alcune cose non torneranno come prima. Che certi legami, certi equilibri, certe narrazioni interiori non reggono alla luce. È il prezzo dello sguardo adulto: quello che non chiede più di essere rassicurato, ma di essere onesto. In questo senso Lucia è una figura profondamente moderna, quasi tragica: non salva dal dolore, salva dall’autoinganno. E forse è l’unica forma di salvezza che non umilia. Nel giorno a lei dedicato non si celebra una luce che risolve, ma una luce che costringe a scegliere. Restare nella penombra rassicurante o sopportare la chiarezza che fa male agli occhi e all’anima. Santa Lucia non è la santa della felicità, ma della lucidità. E in un tempo che preferisce il conforto alla verità, questa è forse la forma più alta, e più scomoda, di misericordia.

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Dott. Giocondo Vivone

Dott. Matteo Coglianese

Sub Rosa

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