Heidegger in numeri suoi scritti parla di Angst, traducibile come “angoscia”. Molti pensano che questa sia un sentimento negativo che porta il soggetto a non sapersi più orientare all’interno della propria realtà, ma il filosofo tedesco colse un altro punto fondamentale, contro l’opinione comune.
L’angoscia è un’esperienza esistenziale che un soggetto riesce a vivere raramente. Ma perché esistenziale? In un’epoca dove, con l’aiuto della tecnica e varie evoluzione dell’intelligenza artificiale, si pensa di poter essere onnipotenti, l’angoscia è ciò che ci fa ricollegare con la nostra finitezza.
Difatti, per quanto l’angoscia non faccia star bene, si deve differenziare da sentimenti come ansia e paura. Queste ultime hanno di solito oggetti definiti, o definibili tramite una risignificazione del proprio percorso di vita. L’angoscia introduce la dimensione del Niente nella vita del soggetto, e il Niente lascia senza coordinate.
Ma forse bisognerebbe rivalutare questo Niente. Heidegger, nello scritto “Che cos’è metafisica?”, lo definisce come ciò che precede l’ente e il suo essere, quindi il soggetto è la sua capacità di pensarsi. Un confronto che stacca il soggetto dalla ripetizione afona del “si” quotidiano, portandolo a confrontarsi con la sua più propria singolarità.
Al pari della morte, però, come già trattato in un articolo precedente, la gente non ne vuole sapere. Bisogna eliminarla la morte. E allora approfondiamo tutti quei tentativi di vita eterna che la scienza e la tecnologia stanno facendo. È necessario, in realtà, confrontarsi con il limite del proprio Nulla e viverci al suo interno.
Cosicché l’angoscia deve assumere un senso diverso. Gli attacchi di panico, sempre più frequenti tra gli individui, sono sì segnali di pericolo, ma sono anche un’esperienza che dà senso allo spaesamento del soggetto. Un Nulla che percepisce, e da cui deve partire per ritrovare se stesso.
La tradizione religiosa cristiana, come anche la filosofia greca antica, descrive questo Niente come l’opposto del soggetto, qualcosa da evitare, che non fa nascere niente. E se dovessimo ripartire proprio dalla sensazione che ci scatena questo Nulla?
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Martin Heidegger – Che cos’è Metafisica?
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Dott. Giocondo Vivone
Dott. Matteo Coglianese

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